Prima assoluta: 12 dicembre 2026 - Ferrara, Teatro Comunale
regia Manuel Renga
edizione musicale Universal Music Publishing Ricordi
musiche Lucio Dalla
da un’idea di Marcello Corvino
direzione e arrangiamenti Roberto Molinelli
drammaturgia e testo Emanuele Aldrovandi
interprete solista Pierdavide Carone
coreografie Michele Merola
danzatori MM Contemporary Dance Company
Orchestra Città di Ferrara
Coro Teatro Comunale di Ferrara
maestro del coro Teresa Auletta
regia video Fabio Massimo Iaquone
scene Matteo Paoletti
costumi Nuvia Valestri
luci Marco Cazzola
attori Gabriele Martini, Marinella Manicardi
produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione I TEATRI di Reggio Emilia, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatro Regio di Parma, Azienda Teatro del Giglio – A.T.G., Teatro Comunale di Bologna Fondazione, Comune di Rimini - Teatro Galli
coproduzione MM Contemporary Dance Company
in collaborazione con Fondazione Lucio Dalla e Pressing Line
NOTE DI REGIA
Una notte che è un sogno
In un grande hotel sul mare, alla vigilia di Capodanno, arrivano viaggiatori molto diversi tra loro: una coppia giovane in fuga, una donna del piano-bar che cerca un amore perduto, un musicista stanco della vita, un uomo d’affari in esilio da se stesso. Li accoglie un portiere che sembra conoscere il destino di tutti.
Mentre l’orchestra prepara il veglione e il corpo di ballo anima l’albergo come un organismo vivente, le storie si intrecciano tra ironia e malinconia, facendo scivolare il realismo della situazione iniziale in un mondo onirico che sembra l’emanazione stessa dello spirito del portiere, che si rivela un “custode dei sogni” che abita un limbo fra realtà e immaginazione.
A mezzanotte la luce si spegne, il tempo si ferma, e le canzoni di Lucio Dalla diventano l’unico linguaggio possibile per raccontare desideri, rimpianti e sogni. Quando l’alba ritorna, nessuno sa se sia davvero iniziato un nuovo anno o solo un altro giro della stessa musica.
Lucio Dalla il “Custode dei Sogni”
Questa nuova opera pop è quindi un lavoro che non racconta la vita del grande Lucio Dalla, ma prende a piene mani dalla sua creatività musicale e traduce in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono. Lucia Dalla diventa per noi il “custode dei sogni” colui che è in grado di leggere chiaramente le paure, i desideri, i sogni e le delusioni dell’uomo e trasformarle in situazioni musicali popolari, dirette, emozionanti. Lo spettacolo è un viaggio onirico, dove i personaggi sono le incarnazioni di quei sogni, di quelle paure e speranze, racconti di vita che si intrecciano sulle note musicali. La musica diventa il linguaggio che tiene insieme questo mondo “sospeso”.
Tutti alla corte di Lucio
Per raccontare queste storie umanissime e universali saranno in scena un’orchestra sinfonica, un coro, tre attori, un cantante, una compagnia di danza. Un ensemble bizzarro per il mondo dell’opera lirica che vive, respira, procede come un unico organismo. Nel 2026, in un periodo storico in cui la fretta, la velocità e la superficialità dominano la nostra società, prendersi del tempo per ascoltare una storia è un gesto che si fa sempre più necessario, un atto quasi rivoluzionario. Senza dubbio rivoluzionario come solo Lucio ha saputo essere.
Manuel Renga
NOTE MUSICALI
Quando ci si avvicina alla musica di Lucio Dalla, non si entra semplicemente in un repertorio di canzoni: si entra in un mondo. Un mondo fatto di teatro, poesia, racconto popolare, malinconie profonde e improvvise accensioni visionarie. Per me Lucio Dalla rappresenta anche un artista particolarmente importante, perché proprio con lui ho realizzato negli anni '80 i miei primi arrangiamenti: un’esperienza che ha segnato in modo profondo il mio percorso musicale e il mio modo di pensare il rapporto tra canzone e scrittura orchestrale.
In questo progetto il mio lavoro di arrangiamento nasce dal desiderio di ascoltare quel mondo da un’altra prospettiva, senza tradirne l’identità. L’orchestra sinfonica, il coro e la voce solista non servono a rivestire i brani con una cornice più grande, ma servono piuttosto ad attraversarli, a interrogarli, ad amplificarne la forza narrativa e a rivelarne possibilità sonore nuove, spesso inattese. L’orchestra non accompagna semplicemente la canzone: approfondisce il senso, ne dilata il respiro, porta alla luce colori e profondità nascosti.
Il coro aggiunge una voce collettiva, quasi una coscienza sonora: eco popolare, paesaggio umano, memoria condivisa. La voce solista di Pierdavide Carone si inserisce in questo tessuto come presenza narrativa, unione tra parola e musica. Ho cercato un Dalla riconoscibile e, nello stesso tempo, sorprendente.
Non una celebrazione nostalgica, ma un viaggio di reinvenzione. Un modo per far sì che queste canzoni, così radicate nella nostra memoria, possano aprirsi ancora a una vita nuova.
Roberto Molinelli
Foto: Archivio fotografico Pressing Line - foto di M.Viola © Riproduzione Riservata