Prima assoluta: 27 settembre 2026 - Reggio Emilia, Teatro Ariosto | Festival Aperto
FAUN
Coreografia: Sidi Larbi Cherkaoui
Rimontata da Daisy Phillips
Musica: Claude Debussy Prélude à l’après-midi d’un faune, Nitin Sawhney
Disegno luci e scenografia: Adam Carrée
Costumi: Hussein Chalayan
Realizzazione costumi: Nuvia Valestri
Interpreti: Aurora Lattanzi, Giuseppe Villarosa
Durata: 15 min.
Prima rappresentazione assoluta: Londra, Sadler’s Wells, 13 ottobre 2009
Prima rappresentazione con MM Contemporary Dance Company: Reggio Emilia, Teatro Ariosto - Festival Aperto, 27 settembre 2026
Faun è un lavoro realizzato nel 2009, commissionato dal Sadler's Wells Theatre di Londra a Sidi Larbi Cherkaoui nell'ambito delle celebrazioni del centenario dei Ballets Russes. Il brano, di rara bellezza e intensità, viene riproposto e interpretato da due danzatori della MM Contemporary Dance Company.
Il coreografo ha scelto di dare una personale interpretazione della mitica coreografia de L'après midi d'un faune di Nijinsky, ispirata al poema di Stéphane Mallarmé e danzata sulle musiche impressioniste di Claude Debussy. La versione di Nijinsky si ispirava alle scene pastorali dell'Iliade e dell'antica Grecia per immaginare questo brano incentrato sull'amore tra un fauno e una ninfa. Era molto bidimensionale, molto classica ma anche audace, sensuale e piuttosto controversa per l'epoca.
Cherkaoui ha cercato di concentrarsi maggiormente sul fatto che il Fauno è metà animale e metà uomo. I suoi movimenti sono più selvaggi, viscerali e spensierati. La danzatrice entra in scena come una ninfa, profondamente radicata nella foresta. L'interazione tra fauno e ninfa sul palco è innocente ma permeata dalla tensione sessuale della coreografia originale di Nijinsky; sono giocosi come bambini, ma anche arcaici come anime antiche. I due danzatori in scena diventano archetipi eterni tanto quanto creature del presente.
Per rendere la musica più sorprendente e contemporanea, meno legata ad un contesto culturale e temporale, Cherkaoui ha chiesto al compositore Nitin Sawhney di interrompere la composizione di Debussy introducendo dei suoi frammenti musicali, facendola scivolare quasi impercettibilmente da uno stile e una cultura all'altra, da un secolo all'altro.
Hussein Chalayan si è occupato dei costumi di queste due creature, sviluppando qualcosa che appare naturale e organico, ma al tempo stesso sintetico. I danzatori diventano così tanto archetipi eterni quanto creature del presente.
LA MORTE DEL CIGNO
nuova creazione in esclusiva per MMCDC
Coreografia: Sidi Larbi Cherkaoui
Musica: Camille Saint-Saëns Il cigno, Alexandre Dai Castaing
Assistente alla coreografia: Mason Kelly
Disegno luci: Gessica Germini
Costumi: Veerle Van den Wouwer
Realizzazione costumi: Nuvia Valestri
Interpreti: Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Giorgia Raffetto, Nicola Stasi
Durata: 15 min.
Prima assoluta: Reggio Emilia, Teatro Ariosto - Festival Aperto, 27 settembre 2026
Sidi Larbi Cherkaoui, con la sua inconfondibile sensibilità coreografica e il suo linguaggio corporeo fluido, dà nuova vita alla celeberrima coreografia di Mikhail Fokine La morte del cigno. In questa nuova produzione creata per la MM Contemporary Dance Company, il coreografo reinterpreta il brano originale trasformandolo in un intenso passo a quattro: tre creature, figure quasi eteree ed angeliche, accompagnano e sollevano una donna in un percorso che diventa metafora di un’ascesi, conducendola verso una dimensione sospesa tra la fine e la trascendenza. Non si tratta solo di una riproposizione in chiave contemporanea, ma di un’indagine profonda sul tema dell’ultimo respiro, della grazia nella sofferenza e della bellezza che persiste anche nell’ultimo istante di vita.
L'ambientazione è spoglia, quasi onirica, e la coreografia è avvolta da un’intensità eterea. I movimenti, in perfetta sintonia con lo stile di Cherkaoui, si dispiegano in una continua ondulazione della schiena e delle braccia, che non sono più soltanto ali di un cigno, ma metafore di fragilità e resistenza.
La morte del cigno diventa così una coreografia che trascende la narrazione classica per concentrarsi sull’emozione pura. La figura femminile in scena non è semplicemente una creatura morente, ma l’incarnazione di una bellezza vulnerabile che affronta il futuro e l’incognito. L’opera si configura come un inno alla resilienza dello spirito e un invito a riconoscere la bellezza anche nei momenti più dolorosi e transitori.
ATTO BIANCO
Coreografia: Enrico Morelli
Musica: Pëtr Il'ič Čajkovskij, Giuseppe Villarosa
Voce recitante: Jacopo Trebbi
Disegno luci: Gessica Germini
Costumi: Enrico Morelli, Nuvia Valestri
Interpreti: Filippo Begnozzi, Elisa Bocconi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Federico Musumeci, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa
Durata: 30 min.
Il nuovo lavoro di Enrico Morelli per la MM Contemporary Dance Company non si propone come una mera rivisitazione dell’”atto bianco” del Lago dei Cigni, ma come un’esplorazione audace e contemporanea delle sue fondamenta. Morelli attinge dalla sapienza e dai disegni coreografici del repertorio classico per tradurli in un linguaggio nuovo, dove il "bianco" smette di essere un canone estetico per farsi simbolo di tregua e di resistenza.
Ne risulta una coreografia che reinterpreta le suggestioni originali attraverso nuove geometrie e fluidità di movimento, coinvolgendo l’intera compagnia in un disegno corale e materico. In Atto Bianco, la partitura di Čajkovskij entra in dialogo con le elaborazioni elettroniche di Giuseppe Villarosa, dando vita a un paesaggio sonoro dove l'armonia della partitura classica si scontra con le tensioni del presente. Attraverso movimenti che si sviluppano con eleganza e precisione, la creazione cattura l'essenza della musica e indaga la fragilità dell'umano di fronte al conflitto. Con questa produzione, Morelli conferma la sua reputazione di coreografo capace di fondere una profonda musicalità con un consolidato talento compositivo, offrendo una visione inedita e originale che interroga lo spettatore sulla bellezza come atto di resistenza.
Produzione MM Contemporary Dance Company
Coproduzione Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Eastman